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L’INTELLIGENZA EMOTIVA

Si è da poco concluso al Plesso Don Bosco il convegno L’intelligenza emotiva: la dimensione emozionale nei processi di apprendimento,  organizzato dall’Ordine Psicologi della Campania in occasione della IX settimana del benessere psicologico. Sono intervenute, caldamente accolte dalla nostra DS Amalia Sciorio, le dott.sse Elena Sia, Giorgia Proto e Rosalia Cecere. Moderatore e ospite il giornalista Giuseppe Maiello.

Il convegno si è rivelato un momento di riflessione comune su un tema in modo particolare: l’importanza dell’ascolto attivo, per una sana compartecipazione empatica ai sentimenti altrui. Ascoltare non equivale a un banale “sentire”: è immedesimazione e condivisione degli stati d’animo. Attraverso video accattivanti e riflessioni dialogate, le relatrici hanno esposto i loro punti di vista, arricchendo il bagaglio d’esperienza dei docenti e dei genitori ivi presenti. Una stupenda occasione per mettersi tutti in discussione!

 

Il convegno è stato anche spunto per una nostra giornalista in erba, pronta a raccogliere le dichiarazioni delle tre psicologhe in una personalissima intervista a fine convegno. Ecco il contenuto delle loro dichiarazioni.

Quanto può essere importante l’aiuto degli psicologi per gli adolescenti?

L’aiuto degli psicologi è importante, in quanto lo psicologo è una persona che per professione ha fatto dell’ascolto la sua ragione di vita. In realtà se ci fossero più adulti in grado di ascoltare non ci sarebbe necessità di avere tanti psicologi.

Cosa potrebbe turbare il benessere psicologico dei ragazzi?

I turbamenti degli adolescenti sono tanti. Al primo posto metteremmo però la mancanza di adulti in grado di orientare i loro comportamenti, di essere dei punti di riferimento. Tutto ciò non aiuta una buona crescita.

Qual è l’atteggiamento che i genitori dovrebbero assumere per garantire il benessere psicologico nei loro figli?

Sicuramente l’ascolto. Un ascolto attento, un confronto diretto. I ragazzi lo sapranno sfruttare, perché sanno sempre ciò di cui hanno bisogno e sono anche capaci di comunicarlo. A quel punto tocca ai grandi essere attenti a cogliere e a raccogliere queste tracce.

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PRONTI VIA… GIORNALISTI IN AZIONE!

Inizia un nuovo anno ed ecco già i nostri nuovi piccoli giornalisti che si cimentano nella stesura di articoli su svariati argomenti. Giovani penne in azione che analizzano la realtà territoriale attraverso il supporto digitale, sperando di poter raccontare nel miglior modo possibile l’Italia di oggi.

CONSIGLIO: per una visualizzazione ancora più chiara cliccate col tasto destro del mouse sulla singola fotografia e apritela in un’altra scheda!.

BUONA LETTURA!

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In conclusione l’articolo più “forte” che è giunto nella nostra speciale redazione.

LA BELLEZZA PERDUTA di GABRIELE L. (classe 2B)

Napoli è un città troppo bella. Ci sono tanti prodotti tipici, tra cui la pizza, e varie tradizioni. Ci sono anche monumenti storici come ad esempio quello di Piazza Garibaldi o il Maschio Angioino. Poi c’è il lungomare di Mergellina e tanto altro. C’è anche Posillipo, da dove si vede tutta Napoli. È una vista bellissima. Ci sono persone che sono molto buone, però a Napoli ci sono anche lati negativi. Purtroppo la Camorra distrugge una bellissima città e tutte le zone che si trovano intorno ad essa e alle altre province della Campania, dove nelle terre ci sono fusti di scorie radioattive nascosti che inquinano le città. Io spero che la gente capisca che questo è sbagliato, perché penso che questa città possa cambiare con l’aiuto dello stato “pulito”, uno stato cioè in grado di dare amore alle persone, invece di pensare a un qualche tornaconto. Salviamo tutta questa bellezza!

CONDIVIDIAMO IL SUO PENSIERO E INVITIAMO TUTTI A LOTTARE PER LA NOSTRA TERRA!

NO AL BULLISMO

Si è da poco concluso il convegno Cyber bullismo, cyber stalking e pericoli del web! tenuto presso il plesso Basile dalle 17:30. Anche se sotto una forte pioggia, diverse persone sono intervenute ad ascoltare gli ospiti accorsi: la dirigente Amalia Sciorio; il Dr. Raffaele Persico (Responsabile Regionale M.P. Polizia); il Dr. Francesco Gatta (Responsabile Informatico M.P. Polizia) e la dott.ssa Rachele Iacovino (Psicologa e psicoterapeuta del Centro Antiviolenza di Casaluce).

Un momento di alta riflessione su una tematica molto spinosa, di cui purtroppo sempre più spesso si fa teatro la scuola italiana. Dalla discussione è emersa la necessità di coalizzarsi per poter trovare un rimedio a una piaga così attuale. Il dialogo è e sarà sempre lo strumento principale per evitare l’esercizio di qualsiasi forma di violenza su individui più caratterialmente deboli. Insomma noi gridiamo a gran voce…

STOP AL BULLISMO!!!

PS: qualche mese fa, i nostri ragazzi recitarono una poesia sull’argomento. Per dare un definitivo segnale di avversione al bullismo ne riproponiamo il testo!

Per l’istituto Marconi Torricelli
i bulli non sono né buoni né belli
Per tutto il popolo casandrinese
il bullo colpisce chi è senza difese.
Il bullo, insegnano nella scuola nostra,
si vuole solo mettere in mostra.
Si sente potente finché ha gente intorno
e non ti saluta mai con un buongiorno.
Caro bullo, sai cosa vediamo
quando attentamente ti guardiamo?
Un ragazzo debole e disagiato
che dietro la violenza è mascherato.
Da Via Chiacchio, il plesso centrale
ti preghiamo: smetti di far male!
Smetti di fare il lupo, il tipo losco,
te lo chiedono pure dalla Don Bosco.
E cerca di essere un po’ più gentile,
che saranno felici anche al Basile.
Insomma, tutta la nostra scuola
ha capito che sei una persona “sola”.
Con tanta sofferenza dentro al cuore
da farti scordare che c’è anche l’amore.
Ma proprio perché noi lo ricordiamo
che oggi ti porgiamo la mano.
Perché le ferite a chi hai deriso
di lacrime hanno riempito il viso.
La parolaccia che ti è uscita di bocca
è affilata come una freccia che scocca.
Gli spintoni, i lividi, i calci addosso,
il dolore che lasci tu è grosso.
Eppure noi la mano te la diamo,
perché noi come te… non lo siamo!
Noi siamo capaci di salvare
chi ha un dolore che lo fa urlare.
Noi siamo capaci di capire
quanto è vigliacco il tuo agire.
Noi, e tutta quanta Casandrino,
più che lontano ti stiamo vicino.
Proprio perché tu non sei un animale
che con le parole ti vogliamo aiutare.
E se entreremo nella tua durezza,
al pugno tu preferirai la carezza.
Sì agli abbracci, no ai coltelli…
te lo dice la MARCONI TORRICELLI!!!

QUANDO STANNO PER FINIRE LE “MEDIE”…

Alcuni ragazzi di una classe terza hanno scritto le loro impressioni sul cambiamento verso le superiori che stanno per affrontare. Trascriviamo i loro pensieri, mettendo in evidenza le idee più nobili e dando un piccolo -speriamo significativo- suggerimento, che li possa arricchire.

SIMONE

In tre anni, anche se possono sembrare pochi, tutto in noi cambia. Cambia il modo di parlare, di ragionare e di comportarsi. In quest’ultima fase, in cui dobbiamo passare a una scuola di grado maggiore, sono anche i professori che ci trattano in modo tale da farci capire che non siamo più dei bambini che oziano, ma che siamo maturati e a loro possiamo dire solo “grazie”. Il cambiamento, che avverrà in me e nei miei compagni quest’anno, consiste nel passare dalle medie alle superiori. Per me sarà dura, perché dovrò lasciare i miei compagni, con cui ho un legame strettissimo, e anche perché la difficoltà sarà maggiore. Non ho timore del Liceo perché mi aiuterà a creare quel che sarà il mio futuro.

Simone, il tuo grazie ci riempie di orgoglio. Ma ancora non è finita. Impegnati in quest’ultima fase del percorso; metti tutta la diligenza possibile in questi ultimi giorni e nell’esame. Hai già un buon grado di maturità, come dimostrano le tue parole.

PIETRO

Andare alle superiori sicuramente sarà un cambiamento sia emotivo che mentale. Prima di superare questo percorso dovrò superare l’esame, e dovrò lasciare i miei compagni, che mi hanno accompagnato per tre lunghi anni, la mia classe- dove mi sono ambientato nel migliore dei modi- e i miei professori. Sarà dura. Spero che i prossimi 5 anni della mia vita siano belli, anche se lascerò con tristezza la mia vecchia cara scuola. Prima di concludere, però, volevo ringraziare i professori per tutto l’impegno che ci stanno mettendo per darci una speranza nel futuro.

Pietro, finché c’è attenzione verso lo studio e la disciplina, la speranza in una società migliore e con migliori possibilità non morirà mai. In bocca al lupo per la volata finale!

RICCARDO

Tra meno di un mese la fantastica esperienza delle medie terminerà e dovrò affrontare un nuovo percorso di studio. Sinceramente, abbandonare le medie sarà triste, perché ho passato tre anni, in cui ho vissuto magnifiche esperienze con i miei compagni, ma soprattutto perché li dovrò lasciare, e come loro anche i professori. Il Liceo che ho scelto è lo Scientifico: già so che sarà molto difficile, ma in fondo l’ho scelto e mi assumerò le mie responsabilità. Vorrei dire ai ragazzi che sono ancora alle medie di godersi questi anni, perché sono i più belli e i più spensierati. Spero un giorno di rincontrare tutti i miei compagni e di poter ricordare questa bella avventura passata insieme. Ringrazio i professori per la pazienza che hanno avuto con noi e per gli insegnamenti sia didattici che di vita!

Riccardo, il tuo articolo è ricco di maturità e tutto questo non può che farti onore. Un ragazzo che già è pronto ad assumersi le sue responsabilità fa ben sperare nel futuro del nostro paese… e del nostro Belpaese! Non mollare fino alla fine!

FLAVIO

La maggior parte dei ragazzi vede il cambiamento verso le superiori con entusiasmo, pensando di vivere di quella rendita che ti danno i buoni profitti delle scuole medie. Ma presto si accorgeranno che il passaggio alle superiori prevede un modo di studiare più maturo e meno dispersivo. C’è da prevedere un vero impegno in rapporto al tempo da dedicare allo studio. In questi tre anni penso di essere abbastanza maturato, anche se la strada è ancora lunga.

Flavio, le superiori non richiedono solo un modo di studiare più impegnativo, ma anche una maggiore attenzione agli aspetti disciplinari, come è giusto che sia. Il tuo personalissimo percorso ora sta per terminare; spetta a te decidere che cosa vuoi diventare. E io spero vivamente che tu intraprenda la strada che ti porterà a essere una persona migliore. In bocca al lupo per la fine di questa fase della tua vita!

ALESSIA

Ormai sta scadendo il nostro tempo alle medie, e tra poco ci aspetterà un grande passo verso la maturità. La scelta delle superiori influenzerà tutta la nostra esistenza. Sono stata molte volte a riflettere su quali siano le differenze fondamentali tra medie e superiori, e la prima cosa che mi viene in mente sono i professori: qui alle medie per ogni problema ti ascoltano e rispiegano se non hai capito. Invece, alle superiori non credo ci sia la stessa disponibilità. Inoltre, noi ragazzi pensiamo che sia anche un’opportunità per fare nuove amicizie e provare nuove emozioni, ma in realtà dovremo diventare più maturi nel modo di studiare, pensare e riflettere. Io, personalmente, credo che sia un cambiamento fondamentale, che mi segnerà nella crescita.

Alessia, la scuola del Primo Ciclo ha un’impostazione che parte proprio da voi studenti. Noi, prima maestri e poi professori, mettiamo al centro di tutto la vostra formazione mentale, il vostro apprendimento e la vostra disciplina. Con le superiori inizia un nuovo ciclo, dove l’autonomia che avete conosciuto soltanto a tratti finora la farà più o meno da padrona. Perciò mi raccomando: ricordati sempre di noi e del nostro atteggiamento nei vostri confronti. Le tue basi le abbiamo gettate insieme, e quando tu avrai un qualsiasi tipo di successo sarà un successo anche per noi! Forza e coraggio per la fine del percorso e per l’esame!

MAURIZIO

Nei miei tre anni di scuola media sono maturato molto, anche se tre anni sembrano pochi. Il passaggio dalle medie alle superiori mi spaventa, anche perché mi sono iscritto in una scuola abbastanza difficile. Però io darò sempre il meglio di me e mi impegnerò sempre. La scuola che ho scelto è la Ragioneria, perché vorrei inserirmi in quest’ambito da grande.

Maurizio, dai sempre il meglio di te e ricordati che anche un blocco di marmo, toccato da un buon scultore, può diventare una statua meravigliosa. Fatti perciò guidare bene dai tuoi professori nel tuo nuovo cammino. E in bocca al lupo!

MARIAGRAZIA

Nella mia vita ho già affrontato molti cambiamenti, ma di sicuro ne farò altri. Questi cambiamenti mi hanno portato a essere la persona che sono oggi, cioè una ragazza gentile, dolce, divertente ma anche un po’ seria. Tra poco dovrò passare alle superiori, e ciò mi spaventa un po’, perché dovrò cambiare scuola, professori e probabilmente anche amici. Io andrò al Liceo Scientifico, e già so che il comportamento dei professori sarà totalmente diverso da quello che trovo qui alle medie, perché noi alunni dobbiamo essere per forza più maturi e responsabili. E loro si aspetteranno che noi abbiamo abbandonato del tutto i comportamenti infantili. Anche i compiti per casa saranno molto più pesanti rispetto ad oggi. Speriamo bene!

Mariagrazia, le superiori ti serviranno proprio a dimostrare il tuo grado di maturità. Continua a perseverare e ad affrontare col sorriso i tanti piccoli o grandi cambiamenti che ci saranno per tutta la vita, che è bella proprio per questo: per la varietà di emozioni che ti sa regalare. Ricorda che si chiude una porta e si apre un portone perciò… ad maiora! 

UNA GITA FAVOLOSA!

Ecco alcuni commenti colmi di entusiasmo che la nostra scuola ha raccolto sui social dopo la favolosa gita in Basilicata, che ha visto protagonisti i nostri ragazzi delle classi terze dal 2 al 5 maggio. Un enorme attestato di stima per la nostra scuola!!!

PS: a parer di tutti è stata un’ottima idea coniugare il divertimento delle attività previste dal campo scuola con escursioni più propriamente didattiche. Diciamo che è stato un esperimento riuscitissimo!!!

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Dulcis in fundo… ecco le dichiarazioni della dirigente a riguardo!!!

ringraziamenti preside

FESTA DEI POPOLI

Si è conclusa ieri la VII edizione della Festa dei popoli, organizzata annualmente dalla diocesi di Aversa e celebrata quest’anno in Piazza Municipio ad Aversa. Le scuole di diversi comuni del territorio campano si sono esibite a ritmo di musica sul medesimo tema della condivisione con popoli diversi. Un momento di altissimo valore morale: abbiamo potuto dividere e condividere con lo straniero usi e costumi, distruggendo qualsiasi forma di razzismo.

Anche la nostra scuola era presente e due giornaliste in erba hanno intervistato passanti e personalità della scuola intervenute per questo bell’evento. Ecco la trascrizione di alcune delle loro interviste.

INTERVISTA PASSANTE STRANIERA

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Come possiamo commentare questo bell’incontro interculturale?

È molto molto bello perché così possiamo conoscere altre persone; avere amicizie nuove… è tutto molto bello.

Diversi territori si sono incontrati pacificamente oggi… ma la pace è realmente possibile secondo lei?

Sarebbe troppo bello se la pace fosse in questo mondo. Ma è qualcosa di impossibile perché alcuni pensano di essere migliori magari degli altri. Che peccato che le cose vadano così!

Quanto è importante accogliere il prossimo e condividere con lui le proprie esperienze di vita? 

Molto importante. Perché quando noi esseri umani conosciamo una cosa la dovremmo condividere anche con gli altri, dando la possibilità pure ad altre persone di conoscere ciò che tu sai. Oggi questo è stato possibile: speriamo anche in futuro!

DICHIARAZIONI DIRIGENTE AMALIA SCIORIO

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Veramente mi riempie il cuore tutto questo, perché questo è un incontro tra vari popoli, varie culture ed è bello che ciò avvenga in un paese vicino alla nostra provincia. Siamo qui proprio per far sì che non ci sia più differenza tra le persone. Tutti dobbiamo essere accettati allo stesso modo. Questo è un modo per far sì che le scuole, che voi ragazzi, prendiate consapevolezza che esistono altre culture, altri popoli. Persone che magari sono diverse da noi, che hanno il colore della pelle diverso, che hanno un modo di fare diverso dal nostro. Hanno anche diverse abitudini alimentari, diverse religioni. Ma questo non significa che non si debba accettare la loro presenza o che in qualche modo si debbano considerare inferiori a noi. La verità è che siamo tutti uguali: tutti esseri umani Ognuno ha il suo modo di fare, di pensare, la sua cultura e la sua religione ma ognuno deve accettare l’altro, il diverso da sé. A me resta una grande gioia perché tutta la gente che è qui mi fa pensare che molti la pensano come me. Abbiamo bisogno di fratellanza fra i popoli, perché solo se c’è l’accettazione dell’altro ci può essere la pace. Io spero tanto che la pace sia realmente possibile. Non dobbiamo mai dimenticare però che dove c’è amore c’è pace e viceversa. L’importante è che non subentrino interessi economici o di altro tipo, in grado di rompere tutti gli equilibri che noi possiamo creare col buon cuore.

Condividere è la parola d’ordine. Noi a Casandrino abbiamo tanti stranieri e li accettiamo serenamente. Anche nelle nostre classi li accettiamo serenamente. Spero anzi che molti seguano l’esempio del nostro piccolo paese. Noi siamo un simbolo di accettazione.

UNA FINESTRA SU CASANDRINO

Una semplice traccia (Descrivi ciò che di solito vedi dalla finestra della tua stanza) ci ha permesso di vivere in prima persona, attraverso la tenera ingenuità di ragazzi del terzo anno, il territorio di Casandrino in tutta la sua verità.

Immagini, colori, bellezze e disagi di un piccolo paese di 3 km2 nella provincia di Napoli.

 

MADDALENA, Via Venezia

Dalla finestra della mia camera vedo persone che camminano o che parlano. Peccato che la cornetteria è ormai chiusa e nel negozio delle scommesse entrano ed escono ragazzi di tutte l’età ogni santo giorno.

RICCARDO, Via Bellini

Ogni giorno, quando torno a casa, non avendo nulla da fare mi affaccio al balcone, osservando ciò che mi circonda. E ciò che non manca mai sono le auto. Auto di tutti i tipi che sfrecciano come treni. Di fronte, poi, c’è una casa che sinceramente sembra abbandonata, ma in realtà ci abita qualcuno. Però, secondo me, deve essere uno che ha paura della luce, perché le porte in ferro non vengono mai aperte! L’unica cosa che proprio non sopporto sono le fastidiose e rumorose moto, che passano spesso.

GIUSEPPE, Via Borsellino

Da casa mia vedo molte cose e tante persone. C’è una pizzeria, la Number One. Ecco, lì c’è sempre tantissima gente, perché è una delle migliori pizzerie della zona di Casandrino. Vicino si vedono tanti bar, posti dove mangiare qualcosa e gente che va a fare jogging. Ma c’è anche una cosa brutta: molte persone non rispettano la legge perché bussano sempre il clacson. E io mi sento impotente di fronte a ciò, perché non posso fare niente per farli smettere.

PIETRO, Via Del Giudice

Dalla finestra della mia camera posso osservare tanti palazzi, fabbriche e quattro recinti con altrettanti cavalli. Ogni mattina, prima di andare a scuola, mi affaccio e gli lancio un po’ di pane rimasto dal giorno prima. Vedo anche alberi di limone, seminati quest’anno. Vederli crescere è bello perché a volte- visto che ce ne sta uno molto grande- basta che allungo la mano e posso prendere un frutto. Quando mi va, mi siedo sul muretto vicino alla mia finestra, guardo tutto questo e mi sento meglio. Un giorno, però, vidi una cosa brutta: tagliarono tutti gli alberi che si trovavano accanto al mio palazzo. Rimasi esterrefatto, perché quegli alberi li vedevo tutti i giorni e mi facevano compagnia. Tutto sta diventando sempre meno naturale per colpa dell’uomo. E io non voglio che finisca così il mio paese.

ALESSIA, Via Don Sturzo

Dal mio balcone vedo la natura, anche se in questi anni sta sempre più diminuendo. L’unico problema è che, durante le tempeste di pioggia, mi fanno paura tutti quegli alberi. Sembra quasi stiano per cadere e che la forza del cielo si stia scatenando. Addirittura, quando ero piccola, mamma era costretta a chiudere tutte le finestre e le tende. Ancora oggi, non so perché, mi stupisco nel guardare gli alberi muoversi durante un temporale.

GIOVANNA, Via Bellini

Dalla mia finestra vedo la Russo di Casandrino, ovvero l’unica fabbrica di pelli che c’è in tutta la zona. Inoltre, vedo l’interno del mio palazzo: due moto, una macchina, lamiere di scarto dell’officina, il cane con la sua cuccia e due piante di cycas. Tutti discriminano Casandrino, ma per me sono solo persone mentalmente attaccate, cioè vogliono seguire la massa e criticare a prescindere. Penso che il mio paese, pur essendo piccolo, meriti di essere considerato un bel paese. Ovviamente escludo qualsiasi riferimento “politico”.

MARIAGRAZIA, Via S.G. Bosco

Nella mia cameretta non c’è una finestra, ma soltanto un finestrino in alto, da cui riesco a vedere solo rami di un albero di limoni. Le sue foglie sono così verdi! E il profumo che si espande nell’aria riempie tutta la mia stanza. Tra i rami ricurvi riesco anche a intravedere il tetto di una casa.

FRANCESCO, Via Don D’Angelo

Io non vedo tanto dalla finestra della mia stanza. La mia camera affaccia sul mio stesso cortile. Al massimo intravedo la casa del mio vicino… è molto bella perché il suo cortile è pieno di alberi e fiori. Lontano c’è un’infinità di campagna. Si riescono anche a notare gli animali e la vegetazione che la compongono.

MAURIZIO, Via Moro

Dalla mia finestra vedo un palazzo molto grande, con un parcheggio, alberi e piante. Alcune volte ci sono bambini del palazzo che giocano. Ogni volta che mi affaccio vedo il cane di mia nonna che abbaia, perché nel mio palazzo entrano sempre i gatti. Miagolano tutta la notte e non mi fanno mai dormire per bene!

GIUSY, Via Don Sturzo

Amo molto stare da sola in camera mia, nel mio silenzio, e pensare. Penso a ciò che mi capita e intanto passo del tempo davanti alla finestra, vedendo ciò che mi circonda e notando ogni particolare del mio paese. Devo dire che spesso non viene preso bene in considerazione. Infatti, mi capita spesso di vedere e sentire persone che pensano esclusivamente a giudicare tutto e tutti, pensando di essere migliori di qualcun’altro. Mi consola però vedere la natura (a me piace molto il verde!) e i bambini che si divertono giocando insieme dove capita.

FLAVIO, Via S.G. Bosco

Dalla mia finestra vedo il mio cancello blu, la mia macchina e la macchina del vicino. Quella sì che è molto bella: è una RS3. La sera vedo anche il signore che passa col suo camioncino vendendo patate fritte, zeppole e tanta altra roba. Spesso gira anche un vecchietto molto gentile, che cammina sempre con un bastone.

GABRIEL, Via Borsellino

Vedo due fabbriche: una che fa i vestiti e una che fa i bottoni. Vedo anche i negozi della Conad e tantissime persone che passano. Ci sono anche molti camion perché c’è una ditta, che si chiama DHL, che fa le consegne e il loro punto di partenza è proprio davanti alla finestra mia!

FRANCESCO, Via Don Sturzo

Quando mi affaccio, ogni volta penso alla natura: il profumo dei fiori e delle piante, gli animali liberi e spensierati. Ogni volta rifletto su quanto sono fortunato a vedere tutto ciò, perché per le strade del paese mi capita anche di osservare persone che ogni mattina vengono “ammazzate” di carichi sulle spalle. Secondo me, per loro non esiste la libertà: è solo un incubo che si ripete giorno dopo giorno.