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GIORNALISTI IN ERBA 4: UN NUOVO INIZIO

UNA DISCARICA A CASANDRINO di Migliaccio Noemi, Di Francesco Palmina e Cancella Fernando (2A)

Ebbene sì, siamo qui a Casandrino, provincia di Napoli e quella che vedete purtroppo non è una discarica ma il Pamagiu, un’ex struttura sportiva diventata Hotel per ratti. Vi si possono trovare vestiti, pneumatici, altre volte può diventare un mini market per il vagabondi . Ma perché è diventato così? I nostri dubbi non sono stati colmati, ma sentiamo il parere di Gaetano Gozzolino dell’associazione Nessun Biocidio su GrumoNevanonews: “ Effettivamente c’è arrivata una segnalazione, corredata di foto, su un fatto gravissimo che se confermato ci farebbe trovare davanti a un caso eclatante!”. A noi dispiace perché questo territorio potrebbe essere più ricco di spazi verdi per noi giovani, piuttosto che di questi scempi. Speriamo di ottenere una visibilità migliore agli occhi del resto della Campania, visto che già alcune trasmissioni televisive hanno fatto servizi a dir poco denigratori sul nostro paese per colpa di questa struttura.

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CASE TROPPO PIENE! di Piccolella Annalisa (2D)

Tramite accertamenti sulle case e i servizi igienici, i carabinieri di Grumo Nevano si sono resi conto del pericolo che corrono le persone che vivono in certo situazioni particolari a Casandrino. In particolare, le forse dell’ordine hanno controllato due strutture abitative a via Francesco Gozzolino, occupate da extracomunitari: 5 uomini tra cui due pakistani due donne. Tutti nella stessa stanza! Per questo motivo si è proceduto all’arresto del proprietario. In seguito sono state controllate altre tre abitazioni, sempre della stessa strada. In tutte si sono riscontrate precarie condizioni igienico sanitarie. La situazione del sovraffollamento sta diventando realmente insostenibile a Casandrino!

UN GESTO D’AMORE PER IL PROPRIO CORPO di Vitale Katia (2D)

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Sabato a Casandrino, in piazza Umberto I, si è tenuta una manifestazione che ha attirato tantissime donne. Si è parlato della prevenzione al tumore al seno. Le donne hanno potuto discutere delle cause di questa malattia, di quali possono essere i sintomi iniziali e di tante altre cose con il personale medico intervenuto. Inoltre è stato consigliato loro di fare controlli ogni anno per prevenire questo tipo di tumore, che purtroppo si forma nei tessuti del seno, particolarmente e naturalmente più sviluppato nelle donne. Basterebbe un po’ di attenzione in più e tante vite potrebbero restare tali. Sì ai controlli!

LAVORO NERISSIMO di Perfetto Angela e Campanile Pasquale (2A)

-Eccoci con una riflessione sul lavoro nero. Oggi, cosa cosa? Non sarò da sola? E chi dovrebbe aiutarmi nell’articolo?

-Salve, sono Pasquale Campanile!

-Sì lo so chi sei, siamo nella stessa classe. È che sono abituata a fare le interviste da sola. Vabbè, comportati bene. Mi raccomando! Oggi il nostro argomento è il lavoro nero. Recentemente i carabinieri di Grumo Nevano hanno arrestato un uomo di 31 anni del Bangladesh, proprietario di una ditta di giacche a Via Bechelet. Purtroppo l’uomo teneva ben 14 operai a lavorare a nero nel suo seminterrato. Quel che peggio è che molti erano sotto i 14 anni. Lo so che una giornalista non dovrebbe dirlo ma io lo avrei preso a schiaffi! Tu cosa pensi?

-Avresti fatto bene, che ti devo dire?

-Ma poi pensaci: in un seminterrato, con umidità, sporcizia, servizi igienici scarsi, possibilità di contrarre malattie. Quello che faceva quell’uomo era una operazione illegale, sadica e sudicia. Bleah!

-Ah poi è stato denunciato nello stesso momento il proprietario del capannone dove lavorava questa ditta di giacche. Si tratta di un uomo di 75 anni di Arzano. Se ci pensi suona strano che non si fosse mai accorto di niente.

-Questo si chiama abusivismo edilizio.

-Ok, abbiamo imparato una cosa nuova!

-Già. Va bene Pasquale. È stato meno tragico del previsto lavorare con te. Ricordiamoci che il lavoro è per tutti, ma non bisogna trasformare gli uomini in bestie! Salutiamo i nostri amici lettori.

-Ciao a tutti!

UN CONVEGNO COL BOTTO! di Saviano Francesca (2D) e Fiorillo Domenico (2F)

Pochi mesi fa si è svolto un convegno presso l’aula consiliare in via Alveo Fondina, sulla rischiosità dei botti illegali. Tutto progettato dall’amministrazione locale, tramite l’appoggio del consigliere Michele Marrazzo e l’assessore Tina Migliaccio, insieme alla nostra scuola. Nella sala, popolata da noi alunni, la preside Amalia Sciorio e vari membri delle forze dell’ordine ci hanno ricordato l’importanza del non maneggiare i fuochi illegali e i drammi che possono nascere altrimenti. Guardate come è stato conciato questo nostro compagno per farci capire come si vive senza occhi o senza mani. Stiamo sempre più attenti!

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NON DIMENTICHIAMOCI DI RICORDARE! di Verde Concetta e Belardo Alessandra (2D)

Domenica 27 gennaio, alle 11:00, nella Sala del Palazzo comunale, è stata messa una lastra per ricordare i sei cittadini di Casandrino portati con forza nei campi di concentramento e testimoni delle crudeltà della seconda guerra mondiale: Maiello Beniamino; Brasiello Pasquale; Pollasto Domenico; D’Abronzo Antonio; Mancino Francesco e Silvestre Francesco. Sono stati nominati con la medaglia d’onore dal Presidente della Repubblica. La celebrazione è stata preparata dall’Associazione Combattenti e reduci di Casandrino, dalla Pro Loco e dalla nostra scuola. Il tutto nel giorno della memoria, per non dimenticare mai l’orrore provato da quelle persone.

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GIORNALISTI IN ERBA 3- IL RISVEGLIO

UNA GIORNATA SPECIALE ALLA MARCONI di Vitale Katia (2D)

Casandrino, 21 febbraio 2019
Caro diario, stamattina a scuola è stata una giornata bellissima. Abbiamo riflettuto sulla legalità. Appena scoccata la seconda ora ci siamo messi in fila e siamo andati in palestra, dove c’erano la preside, i Carabinieri, i professori e le altre classi. Le psicologhe che si trovavano lì hanno iniziato a parlarci del concetto di legalità, un principio che afferma che non si devono fare cose sbagliate, che vanno contro legge. Dopo questo concetto hanno iniziato a discutere anche di altri argomenti, come l’abuso dell’alcol, delle sostanze stupefacenti e l’importanza di stare attente alle forme di stalking. È stato tutto molto interessante e mi piacerebbe parlarne ancora a scuola.

IL FESTIVAL DELLA POLEMICA ITALIANA di Migliaccio Noemi e Di Francesco Palmina, 2A

Il 69esimo Festival di Sanremo. La noia negli occhi si fa sentire. Ogni anno sempre la stessa cosa: i fiori, i cantanti, gli ascolti. In questo articolo tratteremo almeno una cosa particolare in questa stanchezza generale, una lite avvenuta tra il cantante Niccolò Moriconi, in arte Ultimo e i giornalisti, che sottolineavano il fatto che non avrebbe dovuto essere infastidito dalla vittoria di Mamhood. Ultimo ha le sue colpe: ha risposto infastidito che i giornalisti hanno solo questa settimana per sentirsi importanti e che hanno rotto il caxxo. Certo è che non si può ribaltare la sorte della gara e dei voti di milioni di persone che hanno scelto lui (ben il 46,3%) con semplici voti di giornalisti o comunque di qualcuno che non se ne intende di musica. La canzone vincitrice è davvero molto orecchiabile ma a parer di noi semplici ascoltatrici non merita il primo posto. Poi… alziamo le mani di fronte a questi capacissimi giornalisti che l’hanno eletta.

CHE PIZZA QUESTO PIANETA TERRA! di Saviano Francesca e Vitale Katia, 2 D

Scoppia una polemica tra i vari studi scientifici. Alcuni sostengono che la Terra non è sferica bensì piatta. I terrapiattisti sono andati oltre l’impensabile affermando che, visto che la Terra è piatta, l’Australia non esiste. Così come i suoi 24 milioni di abitanti. Secondo alcuni convinti sostenitori della “terra piatta” l’Australia sarebbe soltanto una menzogna, creata dal governo britannico per nascondere uccisioni e crimini. L’Australia è una delle più grandi falsità ma create e tutti quanti saremmo stati ingannati. Si dice che l’Australia sia solo un bluff, che molte persone che volevano crederci sono state invece buttate in mare. Inoltre i terrapiattisti sono convinti che sulla Terra ci sia questo effetto particolare che si rifà a un gioco degli anni 80 in cui la creaturina gialla doveva sfuggire mostri e mangiare dei fantasmini. Pac man. Il labirinto dove si muoveva Pac man aveva delle aperture lungo i bordi che permetteva di uscire e rientrare dall’altra parte dello schermo. Sulla Terra le cose funzionerebbero allo stesso modo: una volta raggiunti i bordi del cilindro gli aerei, come fossero dei pac man, scompaiono per poi riapparire dalla parte opposta. Insomma la Terra è piatta. Piatta come una pizza. Migliaia di anni di Scienza non sono serviti a nulla

UNA VITA SENZA MUSICA…UN CORPO SENZ’ANIMA di Piccolella Annalisa (2D) e Cancella Fernando (2A)

E tu? Ti sei mai chiesto come sarebbe una vita senza musica? Ci siamo resi conto che in una giornata non ci sono momenti di silenzio totale: siamo sempre circondati da suoni che trasmettono emozioni. Il modo in cui ascoltiamo la musica nel corso del tempo è molto cambiato, dalla musica classica a quella trap. Soffermiamoci su quest’ultima, la vera novità degli ultimi anni. Si tratta di un genere di musica che è in realtà una variante del genere rap. Pare sia nata in un ghetto americano e che nel corso degli anni si è sviluppata. In Europa è arrivata nel 2010, con il famosissimo Gue Pequeno, ma il vero boom è arrivato con Sfera Ebbasta e il gruppo Dark Polo Gang. Negli ultimi anni, però, tra arresti, morti e tragedie legati in qualche modo alla musica trap non si è capito più niente. Ma soprattutto non si capisce come mai noi continuiamo ad ascoltare questo genere. Perché forse ci sta il cosiddetto autotune, una tonalità che crea dipendenza. Ma del resto un mondo senza musica vuol dire vivere a colori: dai più chiari della serenità ai più scuri della dipendenza.

BULLI CON UN CLICK di Marrone Stefano, 2F

Il bullismo e il cyberbullismo mandano le persone al suicidio. Questa è la storia di Amanda Todd, vittima di bullismo qualche anno fa. Una sera fece una videochiamata con un ragazzo, che le disse che era una ragazza bella e intelligente. Mentre parlava, la ragazza fece lo stupido errore di farsi fotografare nuda e qualche giorno dopo si trovò sotto ricatto: se non avesse mostrato qualcos’altro del suo corpo quelle persone avrebbero messo le foto del tuo seno e del suo volto su internet. Amanda ovviamente non lo fece e venne sottoposta alla gogna mediatica. Le forze dell’ordine le dissero che ormai era impossibile fermare l’effetto domino che si era generato. Amanda cambio tantissime città e scuole fino a quando non venne di nuovo tratta in inganno da un bullo che le disse di essere suo amico. Amanda credeva che qualcuno stesse cominciando a capirla e apprezzarla. Ma quando venne attirata fuori la scuola, fu picchiata e presa in giro. Per questo Amanda si tolse la vita nel 2012. Tutto ciò è ingiusto. La vita una persona non può può concludersi per via di una parola, di un pugno o di un insulto. La vita è una sola. E la dobbiamo rispettare tutti.

E sull’argomento CYBERBULLISMO, ecco un’esclusiva scoperta Di Francesco Palmina e Migliaccio Noemi della 2A. Per riflettere su un tema così forte.

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GIORNALISTI IN ERBA 2: la vendetta

QUANDO L’ACCUSA DI SBALLO è SBALLATA di Cancella Fernando, 2 A

Plagio, inneggio all’uso delle droghe, diffamazione. Ecco le accuse fatte contro Lauro De Marinis (Achille Lauro), cantante italiano. Ma torniamo un po’ indietro. Di chi stiamo parlando? Si tratta di un artista che canta musica trap, una variante del rap, ma non soffermiamoci su questo perché quello che ci interessa solo le note critiche da lui ricevute. Achille Lauro nel gennaio 2019 firma un contratto in cui afferma di partecipare al Festival di Sanremo. Decide di partecipare con un brano di nome Rolls Royce, e subito viene preso di mira dai giornalisti per plagio a Marilyn Manson, subito smentito. Ma passiamo alle cose più serie: l’inno alla droga. Striscia la Notizia, noto programma televisivo, ha fatto un servizio contro il cantante, invadendo letteralmente la sua privacy, entrando nel suo camerino e riempiendolo di diffamazioni. È stato accusato di essere un pusher e che la canzone sia un’esaltazione della droga, in quanto la Rolls Royce oltre a essere un’auto è anche una pasticca di ecstasy, raramente conosciuta. Striscia la Notizia è andata a scovare l’ago nel pagliaio, ha fatto conoscere una droga poco conosciuta, piuttosto che evitare di diffonderne la conoscenza. Un bambino o un ragazzo come me non poteva mai sapere che la Rolls Royce fosse anche un tipo di droga. Adesso purtroppo ne siamo tutti a conoscenza. E se qualche giovane che prima ne ignorava l’esistenza vi si avvicinerà sarà solo colpa di Antonio Ricci e della sua troupe.

LADRI, ECCO LE CHIAVI! di Marrone Stefano, 2 F

Un furto è già di per sé come un pugnale che ti trafigge la schiena. Ma quando è continuo è uno stillicidio. A Napoli una pizzeria – trattoria, di cui non facciamo il nome per tutelarne la privacy, è stata derubata per ben sette volte. Sette. E il settimo comandamento è “non rubare”. Ogni sera il povero proprietario veniva derubato. Per questo ha chiesto alla stampa di scrivere un articolo su questa cosa, facendo un annuncio preciso: “Ladri, ecco le chiavi!”. Come segno di totale sconfitta è disposto a dare le chiavi del suo esercizio ai ladri. Noi non accodiamo alla sua arrendevolezza, e per questo non facciamo nomi. Con questo breve articolo vogliamo piuttosto far capire quanto può distruggere la mente e il cuore di una persona l’essere umano. Ogni male perpetrato nel tempo può generare un mostro!

UN GAY DA SOGNO! di Angela Perfetto, 2 A

Oggi è il 14 febbraio, San Valentino. E la vostra giornalista sente per forza l’esigenza di parlare del ragazzo più brillantemente gay che ci sia: Clément Grobotek. Quest’intervista è solo un sogno da me fatto stanotte, la fantasia di una ragazza, ma spero che faccia capire tante cose.

-Ciao caro, accomodati pure!

-Mercì… ma come mai riesco a parlare italiano?

-Perché è solo una mia fantasia, Clément- tranquillo. E poi il corso di Giornalismo della Marconi è a livelli “internazionali”! Cosa ci racconti?

-Beh, io ho 31 anni e sono un tatto artist. In pratica faccio tatuaggi. E sono fidanzato.

-Con Aron, giusto?

-No veramente adesso sto con Julien. Visto? C’è qualcosa che non sai su di me!

-Scusa… però in compenso so che il tuo animale domestico è un furetto, ed è così tenero!

-Tenero un paio di contro caspiti! A volte sembra un salame che gira per casa, soprattutto quando va a sbattere scioccamente contro i mobili. Però si, gli voglio bene.

-Arriviamo a noi: perché secondo te ti sto intervistando?

-Per quello che è successo a Montpellier.

-Raccontacelo

-Era novembre. Io e Aron stavamo uscendo da un gay club, il Villa Rouge. Una volta fuori siamo stati aggrediti da sei uomini. Sei. Non uno o due. Ben sei. Due si sono avventati contro di me e quattro contro di lui. Ci hanno riempito di insulti sessisti prima e cazzotti poi. Non puoi capire il dolore che ho provato a vedere Aron aggredito, ricoperto di sangue e senza coscienza sull’asfalto. Tutto perché siamo felicemente gay. Che c’è di male?

-Il tuo racconto è toccante come una poesia

-Si ma una poesia poco piacevole da ascoltare. Ci hanno fatto male. Ci potevano ammazzare. Io però ho un carattere particolare, non mi faccio abbattere. La prima cosa che feci fu postare una foto su Facebook. E scrissi “Potete picchiarci ancora ed ancora ma non ci toglierete mai il sorriso dalla faccia. Io amo il mio ragazzo al di sopra di queste cose!”.

-Cosa vorresti dire a questi uomini?

-Che sono e saranno sempre dei codardi. La violenza non farà cambiare il mio modo di pensare. Soprattutto non cambierà mai ME.

-Mi stai facendo commuovere. Lo sai cosa mi lascia quest’intervista immaginaria? L’idea che l’amore, con tutte le sue sfaccettature, è sempre bello ed emozionante. Onore a te, Clément. Qua la mano!

-Sei simpatica. Grazie di tutto.

 

Ore 7:00. Sveglia per andare a scuola. Sogno finito. Ricordati di non lavarti più la mano destra per almeno di dieci anni: anche se solo in sogno l’hai stretta a uno schianto di ragazzo come Clément Grobotek!

Buon San Valentino. Anche e soprattutto ai single!

 

GIORNALISTI IN ERBA

Giovedì 7 febbraio è iniziato il corso di giornalismo. Le alunne intervenute hanno potuto conoscere i segreti su come si scrive un articolo di giornale. Alcune si sono anche cimentate nella stesura di brevi articoli su argomenti vari, facendo tesoro dei consigli appena appresi. Ne pubblichiamo qualcuno.

MANI IN ALTO! di Migliaccio Noemi e Di Francesco Palmina (2A)

“Mani in alto! Questa è una rapina!”. Si sentì dire tra le 8:15 e le 8:20 dell’8 ottobre 2018. Tra le urla di chi piangeva o chiedeva pietà. Ma i ladri rimasero impassibili, andando dritti verso il loro obiettivo: aprire le casse e sfondare tutto. Stiamo raccontando quest’episodio di cronaca di qualche mese fa per far capire quanto queste cose siano ingiuste. Non possono e non devono accadere questi crimini. Quei malviventi che hanno rubato €20000 alla posta di Casandrino (solo perché la cassaforte aveva un’apertura a tempo, altrimenti pure di più!) devono pagare per quanto ci hanno fatto! Sono riusciti a rovinare tutto quello che il nostro paese aveva creato. Tutti i risparmi che con cura la gente aveva conservato. Ci sono voluti solo due minuti per distruggere tutto quanto, i sacrifici fatti da gente per lo più onesta. E noi ci chiediamo: perché queste persone non vanno a lavorare seriamente invece di cercare il guadagno facile? Forse perché ci vuole più coraggio a vivere una vita normale che essere un delinquente senza scrupoli.

“IO MI FIDAVO DI TE” di Vitale Katia (2D)

“Io mi fidavo di te”, ecco quello che pensano i cani abbandonati per mancanza di cure mediche e di spazi in cui tenerli. Ogni anno circa un milione di cuccioli di cane viene abbandonato dai padroni. L’abbandono generale non riguarda solo cani e gatti ma recentemente anche specie di animali esotici, che non potrebbero nemmeno entrare nelle nostre città o nei nostri paesi a dirla tutta! Contro l’abbandono degli animali si dovrebbero utilizzare programmi per la sensibilizzazione pubblica o associazioni. La felicità di un animale non deve essere interrotta da qualcuno senza cuore!

SMONTIAMO I BULLI! di Belardo Alessandra e Verde Concetta (2D)

La vita non è un gioco Non si può morire per mezzo delle critiche o degli insulti, che causano problemi psicologici e fisici. Il bullismo, oltre ad essere un fenomeno diffuso, può avere varie tipologie: verbale, fisico, psicologico e sessuale. Il bullismo è una forma di comportamento di tipo violento, ripetuto nel corso del tempo. Consiste in comportamenti aggressivi ripetuti da uno più persone nei confronti della vittima, incapace di difendersi. La debolezza di questa persona può dipendere da caratteristiche personali ma non è di certo un attenuante. Il problema c’è ed è serio. Questi comportamenti dannosi vanno dal offesa alla minaccia, dallo schiaffo all’insulto. Ecco un evento di bullismo recente: a Lecce i genitori di un ragazzo di 17 anni hanno presentato esposto alla procura denunciando che il giovane sarebbe stato vittima di atti di bullismo a scuola. Picchiato e umiliato dai compagni di classe. Per noi questa è una vergogna queste persone non dovrebbero agire in questo modo, ma anzi essere aiutati. Perché sono ragazzi con dei problemi seri a casa. Stop al bullismo!

In conclusione, l’articolo per noi più originale e d’impatto creato nella nostra specialissima redazione giovedì.

INTERVISTA A UNA SCUOLA DELLA CAMPANIA di Perfetto Angela (2A)

-Ciao io sono Angela

-Ciao, benvenuta

-Sembra che sto facendo il Jimmy Fallon Show ma in realtà sono solo una ragazza di seconda media. Comunque… oggi intervistiamo una scuola qualsiasi della Campania. Buongiorno, scuola! Cambiato capelli?

-Noooo io non mi muovo!

-Ah, già l’avevo dimenticato, scusa cara!

-Cara? Ma non sono femmina: sono neutro!

-Ah… ma noi non conosciamo proprio bene bene il latino…  comunque: continuiamo l’intervista: tu cosa sei?

– Sono vari plessi in una sola botta. La classica scuola. E vivo in Campania. Perciò: ho già detto tutto.

– E quando sei nato/nata?

-Non posso dirtelo ma c’è molta vecchiaia in me. Mi hanno costruito con materiali buoni. Alcuni miei colleghi non hanno avuto questa fortuna. Scuole che se ne cadono a pezzi, ci pensi?

– Immagino…

– Comunque ho molti ragazzi dentro… ma io non li sopporto! Odio soprattutto i collaboratori: non fanno molto per me. Anzi di solito quel poco che fanno lo fanno pure sbuffando.

-Vabbé ma se non ci fossero come faresti?

-No, certo: mi aiutano, però- siccome la maggior parte di loro è in là con gli anni- non ce la fanno a stare dietro ai ragazzi e ad altri problemi che nascono tutti i giorni dentro di me. Nei miei corridoi, nei miei bagni, nelle mie aule.

-Mmmh mi sembri tanto depressa. Scusami il termine ma è così.

-Non sopporto le urla; la maleducazione dei ragazzi; i genitori che se li difendono in continuazione e vengono dentro di me a minacciare; i professori che si dividono tra chi lavora seriamente, chi si arrangia e chi non fa niente ma incute abbastanza terrore da far star zitti i ragazzi. Un bel casino. Ma perché non sono nata una casa o meglio ancora un ufficio? Magari sempre in ordine, con persone silenziose e pulite!

-Istituto… posso chiamarti Isty?

-Chiamami come vuoi. Ma resto immobile, perciò di certo non ti verrò incontro!

-Ma tu ti lamenti sempre?

-Non sai quanti termini scurrili e orrendi sento tutti i giorni. Qui in Campania è davvero dura. I ragazzi provengono quasi sempre da realtà particolari. E poi mi maltrattano: scrivono sul muro i fatti loro, i tipi o le tipe che gli piacciono; spaccano le porte urlando; pensano di essere Picasso per scrivere su di me. Ma la mia pelle non è un giocattolo! Per non parlare di quello che a volte combinano nei bagni. Se avessi la bocca credo che vomiterei!

-Mamma mia…altro?

– A volte saltano, corrono, si picchiano a vicenda. A vicenda capisci? Altro che bullismo: qui son quasi tutti vandali. Meno male che qualcuno si salva.

-Chi si salva?

-Chi è seguito nello studio e nell’educazione a casa. Solo loro. Ovviamente solo loro.

-Anche i miei compagni a volte vorrebbero picchiarsi. Sembrano degli orsi bruni quando fanno così. Ma noi la prendiamo col sorriso. Tu… certo che sei pesante! Davvero è così brutta la tua vita?

-…è che mi sento di aver fallito in qualcosa. E comunque potrei farti la stessa domanda, non ti credere. Un mio privilegio è che ormai so capire i ragazzi meglio di chiunque. Tu sei la classica ragazza che nasconde le sue preoccupazioni dietro una maschera fatta di gioia e felicità. Mi sbaglio?

-…in parte è vero. La scuola un po’ mi fa paura. Mi ha dato dei problemi: ti immagini pomeriggi interi bruciati sui libri di Matematica? Ma oggi mi sento felice. Al corso di Giornalismo ho conosciuto persone che mi capiscono e questo mi piace. Mi piace perché posso scrivere come voglio. E il corso si fa in una scuola, una scuola proprio come te! Pensaci bene prima di dire che non c’è niente da fare nelle scuole in Campania. Buttarsi a terra solo perché hai paura di aver fallito? Ma il fallimento non è quella cosa che ti deve abbattere e farti sentire inutile. Io per esempio oggi non mi sento inutile grazie a questa cosa che ho scritto.

-Tu dici?

-Certo, cara la mia scuola! A volte si potrà smarrire la strada dentro di te ma i migliori sono quelli che pur fallendo riescono a rialzarsi. Forza e coraggio!

 

OPEN DAY

Ieri mattina c’è stato l’OPEN DAY alla Marconi Torricelli. Una bella occasione per mettere in mostra i nostri giovani giornalisti in erba, che hanno scritto diversi articoli.

Ecco una foto in live action…!

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Riportiamo l’intervista fatta dai nostri inviati alla Dirigente scolastica Amalia Sciorio.

Come vi trovate in questa scuola?

Io mi trovo benissimo. Sto proprio bene qui. A fare la dirigente ci si sente carichi di responsabilità, perché ce ne sono parecchie. Dal vostro arrichimento culturale a tutti i problemi di ordine pratico, organizzativo. Ci sono responsabilità di tantissimo genere: è impegnativo ma lavorare è sempre bello. Lavorare in una scuola così ti carica parecchio.

Le piacciono gli alunni?

Sono tutti bravissimi: belli e bravi. Devo dire che la nostra è una bella scuola, con un materiale umano molto buono. Si può lavorare bene con voi. 

Grazie delle risposte, preside!

Grazie a voi. E complimenti! 

L’INTELLIGENZA EMOTIVA

Si è da poco concluso al Plesso Don Bosco il convegno L’intelligenza emotiva: la dimensione emozionale nei processi di apprendimento,  organizzato dall’Ordine Psicologi della Campania in occasione della IX settimana del benessere psicologico. Sono intervenute, caldamente accolte dalla nostra DS Amalia Sciorio, le dott.sse Elena Sia, Giorgia Proto e Rosalia Cecere. Moderatore e ospite il giornalista Giuseppe Maiello.

Il convegno si è rivelato un momento di riflessione comune su un tema in modo particolare: l’importanza dell’ascolto attivo, per una sana compartecipazione empatica ai sentimenti altrui. Ascoltare non equivale a un banale “sentire”: è immedesimazione e condivisione degli stati d’animo. Attraverso video accattivanti e riflessioni dialogate, le relatrici hanno esposto i loro punti di vista, arricchendo il bagaglio d’esperienza dei docenti e dei genitori ivi presenti. Una stupenda occasione per mettersi tutti in discussione!

 

Il convegno è stato anche spunto per una nostra giornalista in erba, pronta a raccogliere le dichiarazioni delle tre psicologhe in una personalissima intervista a fine convegno. Ecco il contenuto delle loro dichiarazioni.

Quanto può essere importante l’aiuto degli psicologi per gli adolescenti?

L’aiuto degli psicologi è importante, in quanto lo psicologo è una persona che per professione ha fatto dell’ascolto la sua ragione di vita. In realtà se ci fossero più adulti in grado di ascoltare non ci sarebbe necessità di avere tanti psicologi.

Cosa potrebbe turbare il benessere psicologico dei ragazzi?

I turbamenti degli adolescenti sono tanti. Al primo posto metteremmo però la mancanza di adulti in grado di orientare i loro comportamenti, di essere dei punti di riferimento. Tutto ciò non aiuta una buona crescita.

Qual è l’atteggiamento che i genitori dovrebbero assumere per garantire il benessere psicologico nei loro figli?

Sicuramente l’ascolto. Un ascolto attento, un confronto diretto. I ragazzi lo sapranno sfruttare, perché sanno sempre ciò di cui hanno bisogno e sono anche capaci di comunicarlo. A quel punto tocca ai grandi essere attenti a cogliere e a raccogliere queste tracce.

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PRONTI VIA… GIORNALISTI IN AZIONE!

Inizia un nuovo anno ed ecco già i nostri nuovi piccoli giornalisti che si cimentano nella stesura di articoli su svariati argomenti. Giovani penne in azione che analizzano la realtà territoriale attraverso il supporto digitale, sperando di poter raccontare nel miglior modo possibile l’Italia di oggi.

CONSIGLIO: per una visualizzazione ancora più chiara cliccate col tasto destro del mouse sulla singola fotografia e apritela in un’altra scheda!.

BUONA LETTURA!

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In conclusione l’articolo più “forte” che è giunto nella nostra speciale redazione.

LA BELLEZZA PERDUTA di GABRIELE L. (classe 2B)

Napoli è un città troppo bella. Ci sono tanti prodotti tipici, tra cui la pizza, e varie tradizioni. Ci sono anche monumenti storici come ad esempio quello di Piazza Garibaldi o il Maschio Angioino. Poi c’è il lungomare di Mergellina e tanto altro. C’è anche Posillipo, da dove si vede tutta Napoli. È una vista bellissima. Ci sono persone che sono molto buone, però a Napoli ci sono anche lati negativi. Purtroppo la Camorra distrugge una bellissima città e tutte le zone che si trovano intorno ad essa e alle altre province della Campania, dove nelle terre ci sono fusti di scorie radioattive nascosti che inquinano le città. Io spero che la gente capisca che questo è sbagliato, perché penso che questa città possa cambiare con l’aiuto dello stato “pulito”, uno stato cioè in grado di dare amore alle persone, invece di pensare a un qualche tornaconto. Salviamo tutta questa bellezza!

CONDIVIDIAMO IL SUO PENSIERO E INVITIAMO TUTTI A LOTTARE PER LA NOSTRA TERRA!