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GRAMMATICAL CASE

Benvenuti nel primo Grammatical case della storia. Il gioco didattico è molto semplice: vi verrà presentata una situazione da romanzo/ film giallo, con un omicidio e un colpevole da scoprire. Per poter risolvere il tutto dovrete, di volta in volta, risolvere una serie di enigmi grammaticali, che vi porteranno via via, tramite sette passaggi, alla soluzione finale. Solo trovando ogni volta la password potrete accedere all’indizio successivo. Quindi armatevi di arguzia e ripetete bene la grammatica.

BUONA INDAGINE A TUTTI!!!

SITUAZIONE DI PARTENZA

Il giorno lunedì 10 settembre, alle ore 8:00 del mattino, viene ritrovato da una cameriera il cadavere del barone Guido Coretti, un nobiluomo di 55 anni. La donna è entrata nella villa dell’uomo per svolgere le consuete pulizie domestiche e lo ha trovato senza vita per terra. Sul posto intervieni immediatamente tu, l’investigatore, per risolvere il caso. La scena del crimine è la seguente: Immagine 1

Il corpo del barone, già portato via dalla polizia mortuaria, era disteso per terra. Qualcuno lo ha accoltellato a morte, mentre era di spalle. Sul posto individui subito una serie di prove: prova 1- piccola pozza di sangue; prova 2- mozzicone di sigaretta (probabilmente del barone stesso, accanito fumatore); prova 3- i suoi occhiali; prova 4- il suo accendino e prova 5 la spilla con lo stemma di famiglia, che portava sempre con sé. Il medico legale ti informa che il barone è morto tra le 22:00 e le 23:00 del sabato precedente, 8 settembre.

Gli unici parenti del cadavere, vedovo da anni, sono i tre figli: Mario, Alfredo e Rosy, rispettivamente 22, 25 e 23 anni. In quel momento però non si trovano in Italia: sono infatti partiti tutti sabato notte, orientativamente tra le 23:00 e 00:00, per destinazioni diverse. La polizia sta provando a contattarli telefonicamente, ma nessuno risponde. Mario è andato a New York, Alfredo a Dubai e Rosy a Los Angeles.

Raccogli immediatamente le dichiarazioni della donna delle pulizie:

Cosa mi sa dire dei tre figli?

Avevano già da tempo organizzato tutti e tre questi viaggi, per esplorare il mondo. Gli piaceva viaggiare e, in fondo, se lo potevano permettere: per il loro compleanno il padre ha regalato a tutti e tre la possibilità di andare a fare un viaggio. E hanno deciso di partire tutti e tre nello stesso momento.

Ha delle foto di questi ragazzi?

Certo, eccole

MARIO, ALFREDO E ROSY

Immagine 2

Che tipi sono i figli, signora?

Bravi ragazzi, ma…

Ma…?

Hanno tutti un gran bisogno di soldi. Mario è sommerso dai debiti perché gioca parecchio; Rosy è una malata di shopping- comprerebbe qualsiasi capo firmato esista sulla faccia della terra! E poi c’è Alfredo… lui è un ragazzo sfortunato

In che senso?

Una vecchia tradizione della famiglia Coretti è quella per cui il primo figlio era obbligato a prendere i voti, a farsi prete. Alfredo non ha voluto… e da quel momento è diventato la pecora nera per il barone Coretti. Lo ha sempre trattato con estrema freddezza e lo ha mandato fin da subito a lavorare come operaio. Non gli ha fatto sconti, insomma, per quella vecchia storia

Le dichiarazioni della donna ti fanno subito pensare: avevano tutti un gran bisogno di soldi. E quindi a tutti avrebbe fatto comodo la morte del padre, per prenderne l’eredità! Ma, anche ammettendo che sia stato uno di loro, occorre dimostrarlo. Ti metti subito all’opera e, analizzando la scena del crimine, trovi un biglietto poco distante dal cadavere. Probabilmente è stato perso dall’assassino stesso nell’atto di uccidere l’uomo.

Immagine 3

Ora, sotto con la Grammatica: prendi il libro IN FORMA SEMPLICE E CHIARA, volume della teoria, e ripeti il contenuto di queste 3 pagine. Ti aiuterà a risolvere l’enigma sottostante, che ti può portare a indizio 1!

ESERCIZIO

Trascrivi le parole sul quaderno e indica se all’interno si trova un dittongo, un trittongo o uno iato.

Immagine 4

Il numero di parole con dittonghi all’interno, scritto in lettere e in minuscolo (es: otto), sarà la chiave per INDIZIO 1! Buon lavoro!

UN INCONTRO SPECIALE

Martedì 2 aprile, nella palestra della sede centrale, si è tenuto il convegno sull’Autismo, presieduto dalla nostra dirigente Amalia Sciorio, la dottoressa Caterina Toraldo e le mamme dell’Associazione Guardateci negli occhi. Un’ottima occasione per discutere insieme dello spettro autistico e delle caratteristiche di questo fenomeno.

Per l’occasione sono stati posti numerosi quesiti da parte dei nostri alunni, proiettati diversi video e recitate numerose poesie. Il tutto con la voglia di capire i ragazzi affetti da autismo, perché la sfida più grande è proprio quella di entrare nel loro mondo. Però forse, come ci insegna la storia sottostante, scritta e disegnata dai nostri alunni… bastano gli occhi del cuore.

BUONA LETTURA!!!

LA BAMBINA INVISIBILE

GIORNALISTI IN ERBA: IL GRAN FINALE

Ultimo incontro per il progetto GIORNALISTI IN ERBA (qui sotto una “foto rubata” per l’occasione- ovviamente tutelante la privacy dei nostri giovani redattori).

foto giornalino

Si è trattata di un’esperienza molto formativa per tutti. Attraverso l’utilizzo di semplici dispositivi informatici come smartphone o tablet, i nostri giornalisti hanno potuto trovare notizie e raccontare tutto in un articolo ancor più dettagliato. La redazione ovviamente non è sciolta. Anzi si è allargata, considerando che ne abbiamo aperta un’altra su Repubblica scuola in questo mese.

A fine anno avremo la prima copia cartacea della Voce di Casandrino. Il primo, unico e solo giornalino d’istituto dell’IC MARCONI TORRICELLI! Ora: pronti, via! Leggiamo gli articoli.

TI SFONDO LA MACCHINA! di Gervasio Mariadaniela e Saviano Francesca (2D)

I Carabinieri della stazione di Bacoli hanno tratto in arresto per atti persecutori un 42enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine perché tormentava la ex moglie di 39 anni da circa un anno. L’ultimo episodio il 26 marzo scorso. L’uomo aveva avvicinato la ex sotto casa con una scusa. Sosteneva che l’auto in uso alla donna fosse anche sua. Poi ha alzato i toni fino a diventare come sempre minaccioso, spaventando la sventurata. Al culmine della discussione l’ha minacciata di morte e con un sasso ha mandato in frantumi il parabrezza dell’auto. La donna è riuscita a fuggire per poi chiamare il 112. Quando i Carabinieri sono arrivati sul posto, l’uomo era ancora lì a infierire sulla macchina. Lo hanno arrestato e ora è in carcere. Solo un piccolo uomo usa violenza sulle donne per sentirsi grande.

UN CASO ASSURDO di Vitale Katia (2D)

Prato. Un’ infermiera di 31 anni è stata arrestata e accusata di violenza sessuale su un ragazzino di 14 anni. Con il tempo è nato una specie di sentimento malato per lui e la donna l’avrebbe molestato. Il tutto con la scusa di lezioni private di Matematica. La donna, già sposata, sarebbe rimasta incinta di questo ragazzino. Dichiara ancora di essere innocente. Il test di DNA risulti positivo: il figlio è del ragazzino. Ma dal suo punto di vista è innocente perché l’hanno fatto con amore. Per ora è agli arresti domiciliari e attendiamo sviluppi. Intanto possiamo dire che non può assolutamente esistere sentimento fisiologicamente compatibile tra una donna di 31 anni e un ragazzino di 14. Questa è pedofilia. Nulla da aggiungere.

A UN METRO DA TE di Piccolella Annalisa (2D); Migliaccio Noemi e Di Francesco Palmina (2A)

Biglietti esauriti in ogni cinema; ragazzine impazzite per il film più atteso dell’anno. Non per la trama ma per l’attore protagonista. Se ne parla dal ottobre dell’anno scorso. Il film parla dell’amore tra due ragazzi con una malattia dei polmoni che non permette loro di avvicinarsi vietando così il compimento dell’amore. I protagonisti si chiamano Will e Stella. Sono innamorati e sfidano la stessa malattia, mettendo in pericolo la loro vita. Il film parla di un amore nato dall’incontro in ospedale. I due iniziano a scambiarsi i primi sguardi ma il vero e proprio incontro avviene davanti un’incubatrice. Si innamorano perdutamente e affrontano insieme qualsiasi ostacolo gli si presenti davanti. Addirittura Will si tufferà in un lago ghiacciato per salvare la sua donna. Ma la cosa più commovente sarà quando decideranno di dirsi addio: “resterò comunque a un metro da te” si diranno. Che tenerezza!

E chiudiamo in bellezza con un articolo a nostro parere molto toccante. Con la speranza di leggerne altri di questo tipo scritti dai ragazzi della nostra scuola.

 SCAMPIA NEL CUORE di Perfetto Angela (2A)

Inizia Gomorra? Oh no! Perché dico questo? Facile, sono di Scampia. Per me è il punto da cui inizia Napoli. Una periferia, un posto che è nel mio cuore, perché io ci abito. Io socializzo con tutte le persone di Scampia. Conosco la metropolitana, i negozi… tutto, insomma. Ormai sono una guida turistica per i miei amici. Ma oggi vi parlerò di Scampia sotto gli occhi dei Casandrinesi. Spesso hanno paura di noi, o pensano male. Per tutta la mia classe io sono “La camorrista”. Ma questo solo perché vedono le cose peggiori di Scampia. Conoscono Le vele, note per la gente che vi abita e per la scarsissima manutenzione interna. Le persone che vivono nelle vele sono, secondo loro, tutti tossici o comunque “gent malament”. Esteticamente potrebbero sembrare pure belle (quei murales le rendono delle opere d’arte sotto certi aspetti) ma all’interno “fann schif”, lo ammetto anche io. Dicono che molte Vele, tra cui quella vicina ai sette palazzi, andranno abbattute. Io mi domando solo dove andranno a vivere tutte quelle persone. In mezzo ad una strada. Quasi 2000 persone. E dico “quasi” perché sono molte di più. Ma perché parlare solo delle cose brutte? Da noi c’è anche qualcosa di bello: ville comunali, negozietti, un sistema di collegamento metropolitano col resto di Napoli e la provincia di Caserta. Abbiamo anche chiese e altre strutture interessanti. Ma soprattutto abbiamo il rispetto. Che cos’è il rispetto? Si tratta di un tratto della personalità che hanno le persone buone, con sani principi. Ci può stare anche, tipo, se ascolti la musica e una persona vicina ti chiede gentilmente di abbassare il volume. Tu che fai? A- lo abbassi per non dare fastidio o B- pensi che quello che ti ha detto questa cosa sia uno scemo. Il rispetto è dietro la risposta A.

Noi veniamo chiamati camorristi. Scampia è pregiudicata, Scampia è malament, Scampia di qua e di là. Ma se fossi una camorrista che verrei a fare a scuola? Non lo sanno tutti che questa gente sta “schiattat e sord”. Mi basterebbe una pistola puntata alla testa di un professore per ottenere la licenza media col minimo sforzo. Ma non siamo così. Almeno non tutti. Prima di giudicare, bisognerebbe analizzare bene le cose. Non si deve generalizzare. Allora se ero islamica venivo chiamata “terrorista” solo perché purtroppo spesso gli islamici fanno degli attentati? Io nella vita voglio fare la scrittrice. Ho mille idee da condividere col mondo intero. E mi farebbe piacere che un giorno venisse qualcuno a dirmi: “Ehi, hai avuto una bella idea” oppure “Sono curioso di leggerti”. Perché non succede quasi mai in classe? Ah, si- ora ricordo: sono di Scampia. Ma io lascio parlare, tanto non mi interessa. Voglio solo fare quello che mi piace ed avere attorno gente che mi rispetta. Perché a Casandrino sembra quasi che abbiano preso il rispetto e l’abbiano buttato “rint a munnezz”. Nessuno può apprezzare in realtà Scampia, con le sue perfette imperfezioni, se non i suoi abitanti. E gli altri pensano di essere meglio, ma non è così. Il degrado umano è ovunque. Ed è proprio quando si pensa che la volpe prenda la lepre, che succede l’esatto contrario.